Carnevale delle Egadi al via da giovedì |
|
sabato 02 febbraio 2013 |
|
Prenderanno il via giovedì 7 febbraio, per concludersi martedì 12, le manifestazioni inserite nel programma del Carnevale 2013 alle isole Egadi. Tanti gli appuntamenti a Favignana - dove l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Culturale Gim hanno lavorato senza sosta – con delle simpatiche” tappe anche a Marettimo e Levanzo. Si comincia il 7 febbraio alle 10 con “La maschera della Scuola”, nell’aula del Teatro delle scuole elementari, si prosegue con una “Festa in maschera delle classi dell’Istituto Comprensivo “Rallo” dove tutti i presenti assieme ai ragazzi verranno coinvolti in balli di gruppo e si conclude con “Hot Dog party whit music” in Piazza Europa alle 19 per un pomeriggio “all’americana”. Tutti i presenti vestiti in maschera, in attesa dell’apertura ufficiale del Carnevale, assaggeranno gli hot dog preparati direttamente in piazza. La giornata si concluderà con una sfilata in notturna: in Piazza Europa alle 20.30 si terrà l’apertura dell'evento "Tutti in Maschera 3". Il carro verrà accompagnato da tutti i partecipanti alla sfilata di domenica 10 febbraio, con un vestito da loro scelto. In Piazza Europa ad accogliere il carro ci sarà una postazione dj con un’equipe di animatori. Sul palco il sindaco, Lucio Antinoro, per aprire ufficialmente la manifestazione consegnando le chiavi della città a GIMMY, mascotte del Carnevale. Questo il programma delle altre giornate: Venerdi 8 Febbraio: realizzazione dei tradizionali "Pupi di Carnevale". Lungo le vie del paese alle 10 chiunque potrà partecipare alla realizzazione dei "Pupi" portando con sè giacche, pantaloni e magliette non usate. Con l'aiuto degli animatori i pupi verranno attaccati lungo le vie del paese. “Il Carnevale dei più piccoli”: alla sala da ballo proposta dal Comune alle 15.30 una festa in maschera per bambini, che verranno intrattenuti con giochi e balli. Alle 20 a "Sasizzata" in Piazza Europa. I presenti vestiti in maschera saranno intrattenuti dal gruppo musicale “Gli amici”. Durante la serata panino con salsiccia per tutti. Sabato 9 Febbraio: Il Carnevale dei più piccoli alla sala da ballo proposta dal Comune alle 15. Alla fine della festa verrà premiata la mascherina più bella tramite la messaggeria. Domenica 10 Febbraio: “Scendi in Piazza Matrice”. Alle 11.30 un momento ricreativo nelle piazze e lungo le vie del paese aspettando la sfilata dei carri allegorici, con clown e maschere che inviteranno tutti al grande appuntamento del pomeriggio. Alle 15 la “Sfilata dei Carri Allegorici” in Piazza Matrice e poi per le vie del paese con musica itinerante, grazie ai mezzi di diffusione acustica posizionati su ogni carro dove sarà un dj. In Piazza Matrice il dj con postazione fissa accoglierà i carri che faranno la propria esibizione con il proprio inno mentre gli animatori con i propri corpi di ballo si uniranno per dar vita a un unico divertimento. Lunedi 11 Febbraio: “Mostra dei Carri Allegorici” in Piazza Matrice alle 15, dove il dj con postazione fissa darà inizio alla festa con la presentazione di tutti gli inni dei carri. I partecipanti arrivati in piazza in 2 cortei faranno la propria esibizione mentre gli animatori si uniranno per dar vita a un unico divertimento. Martedì 12 Febbraio: “Sfilata dei Carri allegorici” in Piazza Matrice alle 15 e poi per le vie del paese con musica itinerante grazie ai mezzi di diffusione acustica posizionati su ogni carro dove sarà un dj. Seguirà la premiazione dei carri/gruppi con chiusura del Carnevale in Piazza Matrice alle 17.30. Soddisfatti del programma dell’evento il sindaco, Lucio Antinoro, e il vice sindaco, Giuseppe Pagoto, che dicono: <Si tratta di una festa sobria ma importante per il paese. Abbiamo pensato sia ai bambini che agli adulti, agli anziani e alle famiglie. C’è un grande coinvolgimento dei giovani anche nelle frazioni. Il nostro Carnevale propone oltre 500 maschere, è un momento atteso di divertimento per i residenti, ma lanciamo un invito agli altri abitanti della provincia e anche oltre, per partecipare e venirci a trovare. Il Carnevale qui è stato istituzionalizzato e ci proponiamo di realizzarlo sempre al meglio>. Soddisfatto anche Ignazio Lucido, presidente della GIM, che aggiunge: <Abbiamo curato tutto nei dettagli affinchè l'evento diventi strumento di destagionalizzazione del turismo nell’isola. Il Carnevale dei mesi invernali dovrà camminare di pari passo con il Carnevale estivo perchè i turisti presenti dell'estate sappiano che a Favignana anche in inverno c'è voglia di aggregazione>. Questo il programma di Marettimo: Giovedì 7 Febbraio: alle 15 animazione per bambini e premiazione della Mascherina più bella. Alle 16.30 “I mascherati” sfilano per le vie del paese. Alle 19 Grigliata di salsiccia con intrattenimento musicale. Venerdì 8 Febbraio: alle 16 Degustazione di chiacchiere di Carnevale nei locali dell'asilo Parrocchiale. Sabato 9 Febbraio: alle 21 Sfilata dei carri allegorici e maschere con Presentazione de “U nanno e a nanna”. Alle 22:30 Intrattenimento musicale. Domenica 10 Febbraio: alle 21 Karaoke live e Corrida (Mascherati allo sbaraglio). Alle 22 Serata musicale con gara di ballo e premiazione finale. Martedì 12 Febbraio: alle 16 Sfilata di “U nanno e a nanna” con rito del “Rogo dei nanni”. A Levanzo si svolgeranno delle serate danzanti per adulti e bambini nei locali del centro Sociale. |
|
A Mazara del Vallo i Vescovi del Nord Africa |
|
venerdì 26 ottobre 2012 |
|
Mazara del Vallo ospiterà il 18 novembre i lavori dell'annuale conferenza episcopale delle regioni del Nord Africa cui parteciperanno, per tre giorni, nove Vescovi provenienti da Libia, Marocco, Algeria e Tunisia. Lo ha annunciato il Vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, componente della commissione per le migrazioni della Cei, a San Vito Lo Capo, nell'ambito del Cous Cous Fest. |
|
|
domenica 20 aprile 2008 |
Centro elimo con Erice ed Entella, Segesta arroccata sul monte Barbaro, da lì dominava il Golfo di Castellammare. Segesta, era la più importante tra le città elime, punto di riferimento non solo degli Elimi stessi (popolazione probabilmente composta da indigeni e da stranieri di origine orientale), presenti anche ad Entella e ad Erice, ma anche dei Punici, attestati nella parte occidentale dell'Isola e impegnati a contenere le mire espansionistiche di Selinunte. Il nome deriverebbe dalla ninfa Egesta che avrebbe dato ospitalità ad Enea durante le sue peregrinazioni. Tucidide suggerisce l'ipotesi che gli Elimi fossero Troiani fuggiti dalla loro patria, ai quali si sarebbero aggiunti dei Focesi. Il sito della città antica era stato identificato già dal Fazello, nel XVI secolo. |
|
Ultimo aggiornamento ( domenica 20 aprile 2008 )
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
sabato 12 gennaio 2008 |
|
Percorrendo la strada che da Agrigento porta a Marsala, in territorio del comune di Castelvetrano, si incontrano i resti dell'antica Selinunte, città fondata da Megaresi nel 650 a. C. è situata nei pressi della foce del fiume Modione in antico detto Selinon. La zona archeologica è molto vasta e Selinunte è tra i parchi archeologici più importanti del mediterraneo, espressione più completa della civiltà siciliota dei secoli IV e V a.C.. Si identificano nettamente delle aree ben distinte: l'Acropoli, la zona dei Templi G - E - F e in direzione opposta oltre il Modione il Santuario della Malophoros.
Selinunte fu distrutta dai Cartaginesi nel 409 a.C. e rasa al suolo nel 250 A.c., fu in conflitto continuo con Segesta, la capitale delle popolazioni elime arroccate nell'entroterra. Con la fine della prima guerra punica la città fu completamente abbandonata e non risorse mai più. La completa rovina degli edifici si deve ad un terremoto in età alto-medievale. Gli scavi archeologici di Selinunte ebbero inizio nel 1825 ad opera degli inglesi, Harris ed Angell, che vi scoprirono alcune delle metope che ora si trovano presso il Museo archeologico regionale di Palermo. Da allora sono continuati quasi ininterrottamente; data la vastita della zona, gran parte della citta resta ancora da riportare alla luce.
La collina su cui sorge l'Acropoli dovette essere spianata dai coloni megaresi per permettere la costruzione dei primi edifici: di questa prima fase restano pochi ma sicuri elementi. In un secondo tempo, tra la fine del VI e I'inizio del V secolo a. C., la collina venne allargata con terrapieni, per cui fu necessario costruire l'angolo sud-est che si nota all'ingresso attuale delle rovine. Delle porte che dovevano immettere nell'acropoli resta la Porta Nord, nel punto terminale della lunga strada nord-sud che segna all'incirca il centro dell'acropoli stessa. Lungo questa strada si costruirono vari templi, oltre a numerosi edifici pubblici o connessi con il culto. Iniziando da nord, il Tempio D, costruito intorno alla meta del VI secolo a. C. A poca distanza il Tempio C, il piu arcaico dei templi dell'acropoli di cui si ha sicura conoscenza: fu costruito nella prima meta del VI secolo a. C.; due altari erano connessi col tempio: uno a sud-est e l'altro a est; sulla fronte era decorate con metope scolpite, tre delle quali sono conservate nel Museo archeologico regionale di Palermo; i due frontoni erano decorati con una testa di Medusa in terracotta dipinta di grandi proporzioni. Nel 1925-26, quattordici colonne del lato nord sono state sollevate e ricostruite insieme con parte dell'architrave. Segue il piccolo Tempio B, di epoca ellenistica (IV secolo a. C.), forse dedicate ad Empedocle, il filosofo-scienziato agrigentino che avrebbe diretto a Selinunte le opere di drenaggio delle acque. Intorno a questo tempietto sono i resti delle piu antiche costruzioni sacre di Selinunte. All'estremita meridionale dell'acropoli, altri due templi, A ed O, vicinissimi l'uno all'altro e molti simili fra loro: sono databili agli inizi del V secolo a. C.; in epoca medievale furono unificati ed utilizzati come fortezza. Un altare è stato posto davanti al Tempio A. Sulla collina orientale sorgevano altri tre templi: E, F, G. Quest'ultimo e uno dei piu grandi dell'antichita classical misura infatti 110,36 per 50,10 metri; le colonne del peristilio sono alte 16,27 metri ed hanno un diametro di 3,41 metri. La costruzione non fu mai completata, pur essendo stata iniziata molto tempo prima delle altre; forse si arrestò al momento della fine della citta. Il materiale di costruzione venne preso dalle Cave di Cusa, site a circa nove km da Selinunte, in direzione nord-ovest. A sud e il Tempio F, edificato intorno alia meta del VI secolo a. C. Era decorate con metope, due delle quali, dimezzate, sono conservate nel Museo archeologico regionale di Palermo. Segue il Tempio E, la cui costruzione, risalente alia fine della prima meta del V secolo a. C., segna il massimo apogeo dello stile dorico, quello che viene normalmente definite "dorico canonico": era dedicate a Hera. II fregio del pronao era decorato con metope, cinque delle quali si trovano nel Museo di Palermo. Alla fine degli anni '50 questo tempio e stato ricostruito. Questi sono i templi finora conosciuti; sull'acropoli, però, era certamente un altro tempio, non ancora individuato, forse il prime costruito dai coloni megaresi, al quale appartengono le sei metope arcaiche databili agli inizi del VI secolo a. C., conservate nel Museo di Palermo. L'identificazione delle divinita cui erano dedicati i templi resta un mistero, tranne per il Tempio E, che, per un'iscrizione trovata sul posto, sappiamo essere stato dedicate a Hera. Quella che fu la citta abitata sin dalla fondazione venne distrutta dai Cartaginesi; i Selinuntini rimasti andarono a risiedere sull'acropoli. Scavi recenti hanno messo in luce parte della cinta muraria, di cui non si aveva conoscenza, e una porta.
I frequentatori del Santuario della Malophoros, dedicato forse alla dea portatrice del melograno, non erano tutti greci, come si rileva osservando le costruzioni che vi si trovano: anche quella che si ritiene la principale richiama una lontana eco micenea per la sua forma a megaron. Della seconda fase della vita di Selinunte, quando visse in area punica, scavi recenti hanno messo in luce una costruzione sacra attribuibile a tale periodo; stele puniche che si trovano al Museo archeologico regionale di Palermo sono state rinvenute nell'area di questo santuario. Numerose sono le necropoli selinuntine e con numerosissime tombe: da esse provengono migliaia di oggetti, tra vasi greci e statuette di terracotta. La loro lontananza dalla citta - alcune sono state rinvenute a cinque chilometri di distanza - ha fatto pensare a qualche studioso che le piu lontane appartenessero ad un'altra citta, ma non si hanno riferimenti certi. Testimonianza pregevole dell'antica arte dei selinuntini è l'originale statuetta dell'Efebo |
|
|
sabato 29 dicembre 2007 |
Erice è una città medievale perfettamente conservata. Distesa sulla vetta di Monte San Giuliano, domina tutta la pianura e Trapani, la città capoluogo. Città elima, Erice fu sede di un tempio di cui esiste solo qualche traccia di rilievo nel perimetro del Castello fatto erigere nel XII secolo dal conte Ruggero, e nell'antichità fu nota in tutto il mondo mediterraneo, come centro del culto di Astarte per i fenici, Afrodite per i Greci e Venere Ericina per i Romani, la dea protettrice della bellezza e della fecondità in onore della quale si praticava la prostituzione sacra. Fu contesa da Siracusani e Cartaginesi fino alla conquista da parte dei Romani nel 241 a.C. a seguito della battaglia delle Egadi. Dopo un periodo di decadenza rinacque in epoca araba ed in epoca normanna. Erice fu importante in tale periodo per le funzioni strategiche di sorveglianza delle rotte marittime che assolse sino al Medio Evo. Di impianto squisitamente medievale Erice è un centro urbano e panoramico di assoluto valore, particolarmente interessante la tipologia abitativa a patio di derivazione arabo-spagnola, ed il labirinto di stradine che all'improvviso si aprono su slarghi, cortili, chiese.
Fra i monumenti, notevoli sono la Chiesa Matrice dedicata all'Assunta il Castello medievale con i resti del tempio, il palazzo municipale sede di una bella biblioteca e del Museo Cordici. La Chiesa Madre, il cui interno è a tre navate, fu eretta all'inizio del '300 assieme all'isolato e poderoso campanile ornato di merli e chiuso nella tipologia quadrangolare di torre di avvistamento di ben 28 metri di altezza con scala interna e bifore gotiche. Questultimo fatto erigere da Federico III alcuni anni prima della Chiesa Madre, fu in tempo di pace adattato a torre campanaria. Il Duomo conserva all'esterno l'impianto e le forme gotiche con i quali è stato concepito nonchè nei suoi merli ghibellini a coda di rondine, coronamenti sia dell'edificio, sia del pronao del 1426 con archi ogivali, il volere del sovrano che l'ha commissionato. Il Castello di Venere è una fortezza medievale (XII-XIII secolo) elevato su una spianata, sorretta in parte da mura ciclopiche, su cui si estendeva l'area dell'antico santuario di Venere Ericina. Nel Museo Cordici sono custoditi reperti archeologici preistorici provenienti dalla necropoli ericina, punici e greci tra cui la Testa di Afrodite del V-IV secolo a.C., e una ricca collezione di monete e opere pittoriche del '600. Erice è sede del centro di cultura scientifica Ettore Maiorana. |
|
|
domenica 09 dicembre 2007 |
Castellammare è la cittadina che da nome al golfo omonimo e che da questo trae il suo elemento distintivo. Esiste infatti in Campania Castellammare di Stabia e in Abruzzo fino al 1927 era comune autonomo Castellammare Adriatico, fino alla sua congiunzione civica con Pescara. Non mancano poi, anche tra storici illustri, coloro che hanno confuso le vicende legate al Castello a mare di Palermo con le vicende della cittadina del Golfo. Ciò che sappiamo sull'area occupata oggi dall'abitato di Castellammare, ci perviene da notizie letterarie a partire dal V secolo a. C., che riferiscono di Segesta e del suo emporio.Diverse nell'antichità gli appellativi di tale emporio. Emporium Segestanorum fu definito da Ptolomeo Strabone e Polibio, lo appellò Emporium Aegestanorum Cluverio e infine Cicerone Emporium Aegestensium.I Romani una volta sconfitti i Cartaginesi dichiararono Segesta città libera e confederata, permettendo all' emporio il ... |
|
Ultimo aggiornamento ( sabato 29 dicembre 2007 )
|
|
Leggi tutto...
|
|
|