Trappeto |
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| Scritto da Administrator | |
| martedì 27 novembre 2007 | |
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Confinante con Balestrate è la cittadina di Trappeto, il più piccolo comune tra quelli che si affacciano sul golfo di Castellammare con circa 2.800 abitanti, ed anche il più giovane, essendo stato elevato a comune il 24 giugno del 1954. Trappeto dista circa 45 km da Palermo nella cui provincia ricade, e circa 60 da Trapani e confina ad Est con Terrasini a Sud con Partinico, ad Ovest con Balestrate. Anche nel territorio di Trappeto non mancano i segni di antiche civiltà. Reperti archeologici risalenti al VI°-V° secolo a.c. sono stati ritrovati nella contrada San Cataldo, nei dintorni della foce del fiume Nocella sulla sponda sinistra. In particolare due fornaci probabilmente di origine punica. E' da presumere che in quella zona attorno al VI°-V° secolo a.c. si producessero manufatti in argilla usati per il trasporto sulle navi e che quindi la foce fosse una sorta di "emporium". Era il 1307 quando Federico II d’Aragona diede la foresta di Partinico ai monaci Cistercensi dell'Abbazia di Altofonte, Abbazia fondata dallo stesso sovrano il giorno dell'Annunziata del 1306, ritenendo per se, per diletto di caccia, la parte marittima per un tiro di balestra dal bagnasciuga verso l'interno e delimitati dal fiume Nocella e dal torrente Calatubo (Alcamo.) Da qui il territorio prese il nome di terre delle “Balestrate”. Nel 1456 re Alfonso “Il Magnanimo” diede queste terre al nobile palermitano Nicolò Leonfante, il quale oltre ad essere stato insignito del titolo di Camerlengo e Falconiere Maggiore del Re, era stato nominato anche Luogotenente di Mastro Giustizieri del Regno. Poiché i terreni per l'abbondanza delle acque e il clima favorevole si prestavano molto alla coltivazione della canna da zucchero, in breve tempo quasi tutto il territorio fu utilizzato per tale scopo. Il feudo, alla morte del Leofante, passa alla figlia Elisabetta, la quale fu data in sposa a Francesco Bologna, appartenente alla ricca e potente famiglia Beccadelli originaria di Bologna, arricchitesi in quel secolo attraverso intrighi di palazzo e spericolati commerci. Francesco Bologna attorno al 1480, nella zona dell'attuale centro storico di Trappeto, fece costruire un grande ed imponente "trappetum cannamelarum cum turri seu fortilicio", cioè uno stabilimento per produrre lo zucchero dalle cannamele ed una torre fortificata a difesa del Trappeto. Intorno al 1630, a causa delle mutate ragioni commerciali, il Trappeto fu abbandonato e il territorio passò al Senato palermitano. Nel 1662 le terre delle “Balestrate” divise in due feudi uno denominato “Trappeto” e l’altro "Sicciara," furono concesse in enfiteusi a Don Vincenzo Leto di Polizzi Generosa. L’erede di questi Donna Rosalia, diede in concessione nel 1678 il feudo di Trappeto, che andava dal fiume Nocella al fiume Jato, al barone di San Lorenzo Don Pietro Miceli di Lercara Friddi. Questi per convincere i coloni ed i marinai ad abitare stabilmente nel piccolo borgo, fece costruire una piccola chiesa, dedicata all'Annunziata, che sarà in seguito la patrona di Trappeto, tuttavia sarà solo verso la fine del XVIII secolo che poche centinaia di persone, dedite alla pesca e alla coltivazione della terra abiteranno stabilmente il piccolo borgo Oggi Trappeto è un apprezzato centro balneare. La spiaggia con il lido Ciammarita e il lido di Trappeto è una lunga distesa di sabbia scura di alcune centinaia di metri, interrotta in alcuni punti da sassi e scogli, che si affaccia su un mare aperto e particolarmente pescoso. Articoli correlati |
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 04 dicembre 2007 ) |
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