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venerdì 12 giugno 2009 |
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Il Centro velico Balestrate Asd, coadiuvato dalla Lega navale italiana delegazione di Balestrate, dalla Federazione vela, in collaborazione con l’assessorato regionale Turismo, sport e spettacolo, la Provincia regionale di Palermo, l’Ufficio regionale del ministero della Pubblica istruzione, il Coni Sicilia e il Coni provinciale di Palermo e il Comune di Balestrate, organizza per sabato 20 giugno prossimo il “Vela day”, giornata dedicata alla promozione e diffusione dello sport della vela, delle attività marinaresche e dell’utilizzo dei nuovi mezzi per la nautica da diporto. La manifestazione, inserita nel contesto delle “Settimane Azzurre” (in programma fino al 5 luglio), si svolgerà a Balestrate, in provincia di Palermo, tra regate di classe Optmist, per gli allievi del Centro, e nozioni teorico-pratiche, sia a terra che a bordo di imbarcazioni tenute dagli istruttori. Al termine della regata Optmist è prevista la premiazione dei giovani velisti e dei vincitori del concorso artistico “Il mio mare” al quale, in questa edizione, hanno preso parte gli studenti delle scuole di Balestrate: la media “Rettore Evola” e le elementari “Principe di Napoli” e “Aldo Moro”. Seguirà, alle 18, presso i saloni del “Marina Holiday”, una conferenza stampa-incontro dei responsabili del Centro velico, che illustreranno l’attività di questa stagione, e del recordman di traversata transoceanica Alessandro Di Benedetto che presenterà la nuova impresa, la circumnavigazione del globo in solitario passando per Capo di Buona Speranza, Capo Agulhas e Capo Horn. Le “Settimane Azzurre” proseguiranno, poi, fino al 5 luglio, con la regata Optimist “Trofeo Marc Ulysse” (21 giugno), il primo Raduno Moto d’acqua (28 giugno), con la regata classe Optimist “San Pietro” (29 giugno) e con le due regate Coppa Città di Balestrate per Optmist e Balestrate Golden Race (da Palermo a Balestrate per imbarcazioni d’altura, il 4 luglio). Previste, inoltre, dal 22 giugno al 5 luglio, uscite in barca a vela. |
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A Bonagia , lido di Valderice, con Bonton |
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giovedì 11 giugno 2009 |
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Ritorna anche quest’anno Bonton, la grande manifestazione enogastronomica dedicata al tonno rosso e agli altri grandi prodotti della tradizione gastronomica siciliana. Quattro giorni di alta cucina, spettacolo, intrattenimento, degustazioni, laboratori didattici. La quarta edizione di Bonton si terrà dal 25 al 28 Giugno presso la Tonnara storica di Bonagia, a Valderice (Traapni), luogo simbolo della pesca e della lavorazione del tonno rosso in Sicilia. Ma momenti collaterali, con un programma ricchissimo in via di definizione, sono previsti anche a Castellammare del Golfo, Favignana, San Vito Lo Capo. Come di consueto visitatori e i turisti potranno incontrare i produttori del tonno e della altre specialità tipiche siciliane, assistere alle fasi di lavorazione del tonno, gustare i piatti tipici. Confermati gli appuntamenti di successo delle scorse edizioni: i seminari con esperti nutrizionisti, appassionati di storia locale, e giornalisti , che guidano turisti e visitatori alla scoperta delle proprietà organolettiche del tonno rosso, della storia delle cucina siciliana, dei migliori consigli per la preparazione e l’uso del tonno rosso in cucina. E ancora: proiezione di documentari, visite guidate alla storica torre della tonnara di Bonagia, appuntamenti musicali e teatrali, attività per i bambini. In degustazione ci sono tanti menù, a base di tonno rosso e non solo. E’ possibile infatti partecipare al “wine tasting” o fare dei corsi di degustazione di olio extra vergine d’oliva e di analisi sensoriale. Ma la grande novità di Bonton, alla sua quarte edizione, è la dimensione internazionale dell’evento, grazie alla collaborazione con il noto giornalista “gastonomade” Vittorio Castellani, conosciuto con il nickname di Chef Kumalè, una firma di qualità nel mondo dell’enogastronomia italiana ed internazionale. Bonton inoltre entrerà a far parte della “Conservatoria Internazionale delle cucine Mediterranee“, un’organizzazione che coinvolge i Paesi che si affacciano nel Mar Mediterraneo per la tutela, la valorizzazione e la promozione delle diverse culture del Mare Nostrum (http://www.cuisinesmed.com/index.php) . Una rete internazionale che vede in impegnate in prima fila quelle realtà che hanno maturato, come Bonton, una indiscussa esperienza nella difesa delle tradizioni alimentari mediterranee, adoperandosi per la loro diffusione tra il grande pubblico. E’ in quest’ottica che a Bonton 2009 interverrà anche lo chef Oriol Blanes, coordinatore didattico dell’Aula Gastronomica de L’Emprordà, intorno alla quale gravitano i più importanti chef stellati di Catalunya (Spagna). Blanes sarà ospite di Bonton come rappresentante ufficiale delle celebrazioni del Centenario della Costa Brava (www.costabrava.org) una delle più belle zone della penisola iberica, e le cui tradizioni culinarie sono straordinariamente vicine a quelle della Sicilia Occidentale. |
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Castellammare del Golfo: alla spiaggia Plaia e a Guidaloca divieto di sosta per camper e roulottes. |
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lunedì 08 giugno 2009 |
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Divieto di sosta per camper, autocaravan, furgoni e roulottes, alla spiaggia Plaia e Guidaloca. Il sindaco del Comune di Castellammare del Golfo, Marzio Bresciani, infatti, ha adottato un'ordinanza con la quale stabilisce il divieto di sosta "con camper, autocaravan, furgoni e roulottes, in località spiaggia Plaia e Guidaloca, a tutela della circolazione stradale, dell'incolumità pubblica e della sicurezza urbana". Nei piazzali e nelle corsie del lungomare spiaggia Plaia e nel piazzale di Guidaloca, è stato istituito il divieto di sosta, con rimozione, per mezzi quali camper, autocaravan, furgoni e rolulottes. Alla spiaggia Plaia e Guidaloca, infatti, già in primavera, aumenta notevolmente il numero di mezzi che sostano in aree quali piazzali e corsie delle località balneari, utilizzate come luoghi di bivacco dove vengono abbandonati rifiuti di ogni genere. "L'amministrazione comunale di Castellammare del Golfo ha ritenuto opportuno emettere l'ordinanza perché spesso diverse aree della spiaggia Plaia e di Guidaloca, sono utilizzate impropriamente - spiega l'assessore all' Urbanistica, Ambiente, Viabilità e Traffico, Marilena Barbara - e spesso vengono lasciate in precarie condizioni igienico-sanitarie, poichè gli occupanti abbandonano rifiuti ed oggetti di ogni genere, talvolta anche pericolosi. Inoltre, dai rapporti della polizia municipale e dalle segnalazioni dei cittadini, è emerso che l'occupazione impropria di tali aree, crea anche problemi di sicurezza, per le tensioni tra cittadini residenti ed occupanti e comunque certamente - continua l'assessore Marilena Barbara - crea conseguenze negative per l'ordinato e sicuro vivere civile. Quindi il divieto di sosta mira a tutelare la sicurezza urbana con il rispetto delle norme che regolano la vita civile, al fine di migliorare le condizioni di vivibilità di tutti i cittadini". |
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domenica 20 aprile 2008 |
Centro elimo con Erice ed Entella, Segesta arroccata sul monte Barbaro, da lì dominava il Golfo di Castellammare. Segesta, era la più importante tra le città elime, punto di riferimento non solo degli Elimi stessi (popolazione probabilmente composta da indigeni e da stranieri di origine orientale), presenti anche ad Entella e ad Erice, ma anche dei Punici, attestati nella parte occidentale dell'Isola e impegnati a contenere le mire espansionistiche di Selinunte. Il nome deriverebbe dalla ninfa Egesta che avrebbe dato ospitalità ad Enea durante le sue peregrinazioni. Tucidide suggerisce l'ipotesi che gli Elimi fossero Troiani fuggiti dalla loro patria, ai quali si sarebbero aggiunti dei Focesi. Il sito della città antica era stato identificato già dal Fazello, nel XVI secolo. |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 20 aprile 2008 )
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sabato 12 gennaio 2008 |
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Percorrendo la strada che da Agrigento porta a Marsala, in territorio del comune di Castelvetrano, si incontrano i resti dell'antica Selinunte, città fondata da Megaresi nel 650 a. C. è situata nei pressi della foce del fiume Modione in antico detto Selinon. La zona archeologica è molto vasta e Selinunte è tra i parchi archeologici più importanti del mediterraneo, espressione più completa della civiltà siciliota dei secoli IV e V a.C.. Si identificano nettamente delle aree ben distinte: l'Acropoli, la zona dei Templi G - E - F e in direzione opposta oltre il Modione il Santuario della Malophoros.
Selinunte fu distrutta dai Cartaginesi nel 409 a.C. e rasa al suolo nel 250 A.c., fu in conflitto continuo con Segesta, la capitale delle popolazioni elime arroccate nell'entroterra. Con la fine della prima guerra punica la città fu completamente abbandonata e non risorse mai più. La completa rovina degli edifici si deve ad un terremoto in età alto-medievale. Gli scavi archeologici di Selinunte ebbero inizio nel 1825 ad opera degli inglesi, Harris ed Angell, che vi scoprirono alcune delle metope che ora si trovano presso il Museo archeologico regionale di Palermo. Da allora sono continuati quasi ininterrottamente; data la vastita della zona, gran parte della citta resta ancora da riportare alla luce.
La collina su cui sorge l'Acropoli dovette essere spianata dai coloni megaresi per permettere la costruzione dei primi edifici: di questa prima fase restano pochi ma sicuri elementi. In un secondo tempo, tra la fine del VI e I'inizio del V secolo a. C., la collina venne allargata con terrapieni, per cui fu necessario costruire l'angolo sud-est che si nota all'ingresso attuale delle rovine. Delle porte che dovevano immettere nell'acropoli resta la Porta Nord, nel punto terminale della lunga strada nord-sud che segna all'incirca il centro dell'acropoli stessa. Lungo questa strada si costruirono vari templi, oltre a numerosi edifici pubblici o connessi con il culto. Iniziando da nord, il Tempio D, costruito intorno alla meta del VI secolo a. C. A poca distanza il Tempio C, il piu arcaico dei templi dell'acropoli di cui si ha sicura conoscenza: fu costruito nella prima meta del VI secolo a. C.; due altari erano connessi col tempio: uno a sud-est e l'altro a est; sulla fronte era decorate con metope scolpite, tre delle quali sono conservate nel Museo archeologico regionale di Palermo; i due frontoni erano decorati con una testa di Medusa in terracotta dipinta di grandi proporzioni. Nel 1925-26, quattordici colonne del lato nord sono state sollevate e ricostruite insieme con parte dell'architrave. Segue il piccolo Tempio B, di epoca ellenistica (IV secolo a. C.), forse dedicate ad Empedocle, il filosofo-scienziato agrigentino che avrebbe diretto a Selinunte le opere di drenaggio delle acque. Intorno a questo tempietto sono i resti delle piu antiche costruzioni sacre di Selinunte. All'estremita meridionale dell'acropoli, altri due templi, A ed O, vicinissimi l'uno all'altro e molti simili fra loro: sono databili agli inizi del V secolo a. C.; in epoca medievale furono unificati ed utilizzati come fortezza. Un altare è stato posto davanti al Tempio A. Sulla collina orientale sorgevano altri tre templi: E, F, G. Quest'ultimo e uno dei piu grandi dell'antichita classical misura infatti 110,36 per 50,10 metri; le colonne del peristilio sono alte 16,27 metri ed hanno un diametro di 3,41 metri. La costruzione non fu mai completata, pur essendo stata iniziata molto tempo prima delle altre; forse si arrestò al momento della fine della citta. Il materiale di costruzione venne preso dalle Cave di Cusa, site a circa nove km da Selinunte, in direzione nord-ovest. A sud e il Tempio F, edificato intorno alia meta del VI secolo a. C. Era decorate con metope, due delle quali, dimezzate, sono conservate nel Museo archeologico regionale di Palermo. Segue il Tempio E, la cui costruzione, risalente alia fine della prima meta del V secolo a. C., segna il massimo apogeo dello stile dorico, quello che viene normalmente definite "dorico canonico": era dedicate a Hera. II fregio del pronao era decorato con metope, cinque delle quali si trovano nel Museo di Palermo. Alla fine degli anni '50 questo tempio e stato ricostruito. Questi sono i templi finora conosciuti; sull'acropoli, però, era certamente un altro tempio, non ancora individuato, forse il prime costruito dai coloni megaresi, al quale appartengono le sei metope arcaiche databili agli inizi del VI secolo a. C., conservate nel Museo di Palermo. L'identificazione delle divinita cui erano dedicati i templi resta un mistero, tranne per il Tempio E, che, per un'iscrizione trovata sul posto, sappiamo essere stato dedicate a Hera. Quella che fu la citta abitata sin dalla fondazione venne distrutta dai Cartaginesi; i Selinuntini rimasti andarono a risiedere sull'acropoli. Scavi recenti hanno messo in luce parte della cinta muraria, di cui non si aveva conoscenza, e una porta.
I frequentatori del Santuario della Malophoros, dedicato forse alla dea portatrice del melograno, non erano tutti greci, come si rileva osservando le costruzioni che vi si trovano: anche quella che si ritiene la principale richiama una lontana eco micenea per la sua forma a megaron. Della seconda fase della vita di Selinunte, quando visse in area punica, scavi recenti hanno messo in luce una costruzione sacra attribuibile a tale periodo; stele puniche che si trovano al Museo archeologico regionale di Palermo sono state rinvenute nell'area di questo santuario. Numerose sono le necropoli selinuntine e con numerosissime tombe: da esse provengono migliaia di oggetti, tra vasi greci e statuette di terracotta. La loro lontananza dalla citta - alcune sono state rinvenute a cinque chilometri di distanza - ha fatto pensare a qualche studioso che le piu lontane appartenessero ad un'altra citta, ma non si hanno riferimenti certi. Testimonianza pregevole dell'antica arte dei selinuntini è l'originale statuetta dell'Efebo |
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